linux/hub linux/hub
cerca

+ contenuti

Lo sapevi che puoi trovare tanti altri contenuti sul nostro feed Telegram?

#howto - Creare un Dockerfile

Scritto da il
bash
docker

Docker è un software open source, multipiattaforma che permette di virtualizzare singole applicazioni in dei container isolati dal sistema host principale.

Abbiamo già parlato di Docker in un precedente articolo a cui vi rimando per approfondire l’argomento.

In questa guida vediamo come realizzare un Dockerfile, ossia una immagine Docker personalizzata, su misura delle nostre necessità.

Prerequisiti

Prima di procedere con questa lettura sarebbe bene visionare l’articolo precedente:

Obiettivi

In questo articolo verrà:

  • Spiegato cos’è un Dockerfile, i principali comandi e l’utilità di esso
  • Spiegato come eseguire un Dockerfile e creare un container da esso
  • Fatti due esempi di Dockerfile

Cos’è un Dockerfile

Un Dockerfile è un file di testo contenente alcuni comandi comprensibili a Docker da cui è possibile, da un’immagine di partenza, creare una nostra immagine personalizzata. Per essere riconosciuto da Docker, il Docker file dovrà chiamarsi proprio Dockerfile senza estensioni e senza modificare maiuscole e minuscole.

Alcuni dei comandi del Dockerfile che andremo ad utilizzare sono:

  • FROM <nome-immagine> specifica l’immagine di partenza (viene prima verificato se si trova nei repo locali altrimenti la scarica dal Dockerhub)
  • RUN <comando> esegue uno o più comandi prima della creazione del container
  • ADD <file/dir> <path> copia un file dell’host o remoto all’interno di una cartella del container
  • COPY <file/dir> <path> copia un file dell’host all’interno di una cartella del container
  • CMD ["<comando>", ...] specifica uno o più comandi da eseguire all’interno del container quando viene richiamato
  • WORKDIR <path> specifica la directory nel quale i comandi settati su CMD devono essere eseguiti

Nota:

La differenza tra ADD e COPY è che il primo ha funzionalità maggiori tra cui il poter copiare file remoti all’interno del container tramite URL oppure estrarre un file compresso all’interno del container mentre COPY copia solo i file locali dall’host al container. COPY è stato introdotto per problemi di funzionalità del comando ADD che per via delle sue troppe funzionalità può avere comportamenti inaspettati quando si cerca di copiaere un file su un container.

Come eseguire un Dockerfile

Per eseguire un Dockerfile dobbiamo usare un comando di Docker, build. Il comando build interpreta i comandi del dockerfile e li esegue in ordine. Crea e da un nome all’immagine personalizzata che abbiamo creato e la salva all’interno del nostro repository locale di Docker.

Per eseguire il comando dobbiamo specificare la directory nel quale abbiamo creato il nostro Dockerfile e quindi eseguire:

docker build -t <nome-immagine> <path>

dove:

  • -t per aggiungere un tag all’immagine
  • <nome-immagine> il nome che vogliamo dare alla nostra immagine
  • <path> è la directory nel quale si trova il Dockerfile

Nota:

Possiamo anche escludere il -t ed il <nome-immagine> ma in questo il nome dell’immagine sarà un codice assegnato da Docker che risulta molto scomodo da ricordare e da cercare perciò per comodità è sempre meglio assegnare sempre un nome manualmente.

Quindi poi eseguire:

docker run <nome-immagine> 

Per creare il container ed eseguirlo.

Perchè utilizzare un Dockerfile

Ci sono due motivi per utilizzare un Dockerfile e quindi creare una nostra immagine personalizzata. Il primo motivo è che nonostante sul Dockerhub (il repository di Docker) vi siano migliaia di immagini per Docker magari non esiste quella specifica per le nostre esigenze perciò siamo costretti a crearela noi manualmente. Il secondo motivo è che magari vogliamo poter avere un container basato sulla nostra immagine su diverse macchine ed utilizzare un Dockerfile è perfetto per questo scopo grazie al suo alto livello di portabilità, infatti sarà necessario solamente avere Docker installato ed eseguire docker build e docker run per avere quello che ci serve.

Creazione di un Dockerfile

Adesso andremo a vedere come creare un Dockerfile, caricare l’immagine e eseguire il container. Prima di ciò eseguiamo:

docker pull python:3
docker pull node 

Per avere gia scaricate le immagini che andremo ad utilizzare negli esempi.

Esempio 1

Nel primo esempio andremo a creare un semplice file in python che stampa a schermo un “hello world” e lo faremo eseguire da un container.

Quindi creiamo un semplice file python che stampa “hello world”:

print('Hello, world')

E salviamiamolo come app.py

Dopodichè andiamo a creare il Dockerfile nella stessa directory di app.py che sarà composto in questo modo:

	FROM python:3
	COPY ./app.py /
	CMD ["python", "./app.py"]

prima di eseguire il build commentiamo il codice:

  • FROM python:3 Specifico di utilizzare l’immagine di python3
  • COPY ./app.py / Specifico di copiare il file app.py nella root del container
  • CMD ["python", "./app.py"] Specifico di eseguire il comando python app.py quando il container viene eseguito (senza il WORKDIR CMD esegue nella root)

Quindi ora creiamo l’immagine:

docker build -t hello-python .

e successivamente eseguiamo il container:

docker run hello-python

E se tutto è andato a buon fine stamperà un “Hello, world”.

Esempio 2

In questo esempio creeremo un semplice webserver in python tramite Flask eseguito dentro un container.

Per prima cosa creiamo il file app.py:

from flask import Flask

app = Flask(__name__)

@app.route("/")
def hello():
    return "Hello, World!"

Questo codice creerà un semplice webserver.

Nella stessa cartella di app.py creaiamo il requirements.txt contenente i nomi delle librerie utilizzate da python (in questo caso solo Flask):

Flask==2.0.0

Infine andiamo a definire il nostro Dockerfile:

FROM python:3
RUN mkdir /webserver
WORKDIR /webserver
COPY requirements.txt /webserver/
RUN pip install -r requirements.txt
COPY ./app.py /webserver/
CMD ["flask", "run", "--host=0.0.0.0"]

e adesso andiamo a commentarlo:

  • FROM python:3 Specifico di utilizzare l’immagine di python3
  • RUN mkdir /webserver Esegue il comando mkdir che crea una sottocartella della root denominata webserver
  • WORKDIR /webserver Sposta la directory di lavoro del container in /webserver
  • COPY ./requirements.txt /webserver/ Copia il file requirements.txt nella cartella /webserver
  • RUN pip install -r requirements.txt Esegue il comando pip install -r che crea installa tutte le librerie specificate nel requirements.txt
  • COPY ./app.py /webserver/ Copia app.py dall’host e lo salva nella cartella /webserver del container
  • CMD ["flask", "run", "--host=0.0.0.0"] Esegue il comando flask run --host=0.0.0.0 che esegue app.py e crea il webserver sul localhost (che in questo caso è il localhost del container 172.17.0.x)

Eseguiamo quindi:

docker build -t flask-webserver 

ed infine:

docker run flask-webserver

che dovrebbe stampare un messaggio simile:

 * Environment: production
   WARNING: This is a development server. Do not use it in a production deployment.
   Use a production WSGI server instead.
 * Debug mode: off
 * Running on all addresses.
   WARNING: This is a development server. Do not use it in a production deployment.
 * Running on http://172.17.0.2:5000/ (Press CTRL+C to quit)

Se quindi proviamo andare in http://172.17.0.2:5000 potrevo vedere stampato il messaggio “Hello, world”, mentre se premiamo CTRL+C chiuderemo il webserver e di conseguenza anche il container.

Per ogni dubbio, chiarimento o curiosità ci trovate sul nostro gruppo Telegram.