Will Cooke fa il punto della situazione su Ubuntu 18.04 LTS, migliorano anche le prestazioni di GNOME

Come ogni settimana, Will Cooke ha rivisto gli aggiornamenti più importanti ricevuti nella versione di sviluppo di Ubuntu (Ubuntu 18.04 LTS). Sebbene nel suo precedente rapporto cita la scelta di offrire Xorg come Server grafico di default anziché Wayland, torna a commentare i dettagli degni di menzione.

Parlando di GNOME, Will Cooke ricorda i grossi miglioramenti nella sessione con Wayland e fa presente che rimarrà disponibile come opzione nella schermata di login, cioè, verrà installato di default, ma la sessione predefinita sarà con Xorg.

Come abbiamo giá spiegato nel precedente articolo, le versioni LTS non sono per esperimenti e nonostante i buoni presupposti che Wayland trasmette ultimamente, ha ancora molto da maturare per essere preso in considerazione negli ambienti di produzione. In realtà, la decisione non è esclusiva di Canonical, per Red Hat infatti Wayland sará incluso per la prima volta in RHEL 7.5, solo per coloro che  lo vorranno provare.

Cooke parla anche della Ubuntu Dock, il pannello GNOME che Canonical ha messo a punto per migliorare l’usabilità del desktop e facilitare la transizione da Unity ai suoi utenti. É stato aggiornato il componente e sono state applicate diverse correzioni. A questo proposito, Cooke sottolinea qualcosa di più interessante.

Abbiamo fatto buoni progressi nel ridurre l’uso della CPU da parte della Shell di GNOME, sono state applicate grosse modifiche a monte per risolvere il piú grande numero di imperfezioni possibili nelle prestazioni.

spiega il responsabile tecnico del Desktop di Ubuntu

Queste affermazioni sono importanti per una ragione: Canonical inizia a perfezionare l’esperienza del suo nuovo desktop dove è più evidente l’elevato consumo di risorse che caratterizza GNOME da tempo.

La domanda ora è se riusciranno a mettere le mani sulla sezione più sfortunata di GNOME Shell, il consumo elevato non di risorse, ma in particolare di RAM. È un problema spinoso, perché è possibile ridurre il carico di GNOME disinstallando i componenti che molti utenti non usano, ma se non sono precaricati di default, riducono le capacità del desktop. In ogni caso, è una questione alla quale gli sviluppatori di GNOME dovrebbero iniziare a prestare attenzione il prima possibile, perché la funzionalità che offrono non lo giustifica.

Ubuntu Insights https://insights.ubuntu.com/2018/02/02/ubuntu-desktop-update-2-february-2018/

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