Ubuntu 17.10.. Tutti i gusti, più uno!

In questo articolo

  1. Ubuntu 17.10... Gnome+Ubuntu Dock
  2. Kubuntu
  3. Xubuntu
  4. Ubuntu MATE
  5. Conclusioni

Giovedì 19 Ottobre è la data di rilascio di Ubuntu Artful Aardvark (Oritteropo ingegnoso)…

Ma questa sarà una data storica per la distro per diversi motivi, Anzitutto dopo tanti anni sarà la prima release che non avrà fra le sue flavour la versione con Unity, infatti la major release avrà come DE di default Gnome 3.26 e forse basterebbe dire questo per presentare e giustificare una recensione per questa distribuzione che dalla sua nascita nel 2004 è sempre stata leader in ambito desktop e workstation ma c’è tanto da dire, la carne al fuoco quando si tratta di Ubuntu è sempre di più… e per tante sue varietà è sempre più performante.

Ubuntu è forse la distribuzione più controversa e discussa del panorama Linux, eppure ha l’indubbio merito di aver portato fuori dal micromondo FOSS, GNU/Linux collocandolo e presentandolo a grandi aziende in ambito workstation, medie e piccole imprese… Ma anche sopratutto sul pc di milioni di persone che utilizzano il computer per uso prettamente domestico.

Provate tutte le final beta ecco le mie considerazioni per aiutarvi a scegliere cosa scaricare fra poco più di una settimana.
Piccola premessa, tutte le flavour di Ubuntu monteranno:
-kernel Linux 4.13.x con patch Ubuntu
-LightDM
-Suite libreoffice
-Mozilla Firefox

Come sempre in fase d’installazione è possibile abilitare i repository e installare software non free.

Ubuntu 17.10… Gnome+Ubuntu Dock

Che dire della major, beh… Anzitutto il passaggio a Gnome non è stato preso affatto sotto gamba, la fusione del team di Ubuntu con quello di Gnome è stato un passaggio fondamentale, infatti la spin del piedone era una delle migliori implementazioni di Gnome dopo Fedora, molto apprezzata fra gli amanti di Gnome e da chi voleva un’alternativa alle distro Gnome-based.


L’aggiunta della dock personalizzata (ricalcando un po’ lo stile unity) e di diverse patch ha dato quel tocco di personalizzazione davvero importante e utile (cosa che non sempre avviene) il lavoro a stretto contatto con il team di Gnome è stato significativo ma sopratutto produttivo creando un ambiente unico, reattivo e di semplice e immediato utilizzo.
Fin dai primi secondi di utilizzo, l’idea che passa per la mente non può che essere immaginare cosa poteva essere e non è stato, cosa poteva diventare Ubuntu oggi se avesse continuato a lavorare con Gnome e cosa poteva essere Gnome, eppure oggi potremmo essere di fronte alla miglior implementazione mai realizzata.
Da provare assolutamente!

Kubuntu

Ubuntu con Kde, Non sempre viene tenuta nel giusto conto, spesso viene considerata poco più di un giocattolo. Un kernel Linux patchato dal team di Ubuntu con alcuni software tipici e KDE sopra…


La distribuzione è sicuramente da rivalutare, Sicuramente esistono distribuzioni che offrono un’implementazione e personalizzazione migliore del DE con più software nativo pre-installato e un sistema meno sporco di GTK.
Eppure per chi vuole Kde e non vuole rinunciare ad Ubuntu è un ottima alternativa.
Punto di forza è sicuramente KDE Connect, software unico per interfacciare lo smartphone a KDE.

Xubuntu

Ubuntu e XFCE dall’unione di queste due parole nasce Xubuntu letto ZUBUNTU, questa è forse la più solida e leggera fusione del sistema Ubuntu con un DE, XFCE è sostanzialmente uguale da almeno 10/15 anni, poche novità introdotte nel corso del tempo, ma stabilità, efficienza, velocità, leggerezza a portata di click.
La versione del DE proposta è l’ultima disponibile, ovvero la 4.12 con la release successiva  4.14 sarà completato il passaggio alle GTK3.


Xfce è forse il DE più personalizzabile e in modo piuttosto semplice, capita di vedere delle implementazioni che ricordano i primi desktop anni 90 (un po’ le brutte copie malriuscite di win 3.1) e altri che invece sono di rara bellezza, La versione di Xubuntu è una di queste, desktop elegante, semplice e intuitivo.
La leggerezza del sistema è poi impressionante, provato con un netbook con processore N450 64bit e 1 giga di ram da l’impressione di essere su una macchina ben più prestante.
Xubuntu dà la possibilità di riportare in vita hardware vecchio,utilizzare al meglio hardware recente e sfruttare in modo impressionante hardware nuovo.
Non la considero un’alternativa di seconda fascia ma semplicemente un sistema operativo per chi bada al sodo e non ai fronzoli (seppure i fronzoli con pochi semplici passi li metti e pure lussuosi).

Ubuntu MATE

Ubuntu con DE MATE 1.18 (GTK3) altro non è che il vecchio Gnome2 riscritto, migliorato, semplificato e modernizzato… Il progetto è stato da poco portato su Raspberry!
Una delle sue versioni più leggere, ma sopratutto seppur giovane è una delle più curate.
Davvero interessante la funzione di impostazione del desktop che permette con un semplice clic di avere l’aspetto desiderato predefinito ad esempio windows style, pantheon, cupertino… ecc… salvo poi la libertà di modificarlo come più ci aggrada. Infatti Mate insieme a XFCE sono forse i più semplici da modificare e personalizzare.


Non ho molto da dire su questa versione, si presenta anch’essa come Xubuntu con un DE già stabile da parecchio tempo, è poco più di una bug fix con aggiornamento pacchetti e artwork. Distro moderna per chi ha necessità di leggerezza ma al tempo stesso non vuole rinunciare alla modernità di un sistema comunque innovativo.

Lubuntu & Lubuntu Next

Stesso discorso come sopra, sono fra le distro più leggere in circolazione.. Lubuntu la conosciamo tutti, la Next è invece la versione con LXQT, la prima rilasciata in via ufficiale come release, sembra di trovarsi di fronte ad un Kde semplificato per il largo uso di applicazioni Qt che si trovano preinstallate.
Ideale su Netbook poco performanti e su macchine datate.

Non voglio dedicare spazio alle versioni come Kylin, ubuntustudio, edubuntu ecc.. perchè non godono di un parco utenza tale da doverlo giustificare, distro tanto di nicchia da non necessitare di spiegazioni superflue.

Conclusioni

Scegliere una versione di Ubuntu è questione di gusti e neccesità personali, o forse il giusto mix degli stessi… Certamente conoscere affondo il sistema Ubuntu permette di cambiare versione/flavour con estrema facilità, nonchè di conoscere la maggior parte delle distro che oggi sono quasi tutte basate su Ubuntu.
Io personalmente con Ubuntu ho sempre avuto un rapporto particolare, da quando è nata nel 2004 ho sempre usato tutte le sue release, con poche eccezioni e come amava dire il geometra… “certi amori fanno giri immensi e poi ritornano”!
Questa può essere una svolta per questa distro che ultimamente stava perdendo la rotta senza trovare nello sviluppo un vero punto fermo… ma in particolare può essere un vero trampolino di lancio per la futura 18.04 LTS!!

E tu? che gusto scegli?

 


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