BSD Presentazione e introduzione

In questo articolo

  1. Storia
  2. Panoramica attuale
  3. Progetti nati per Desktop
  4. Approfondiamo
  5. Pillola di curiosità
  6. Comunità
  7. Seconda pillola
  8. Conclusioni

Quando si parla di Open Source viene naturale parlare di GNU, di Linux e delle sue distribuzioni.  Il mondo Open però, è ben più vasto: infatti sebbene GNU/Linux ad oggi sia la variante Unix più diffusa e conosciuta, non è assolutamente l’unica ed infatti si annoverano anche Opensolaris (oggi Illumos), Minix (famoso per la disputa fra Torvalds e Tenembaum, suo professore e creatore di Minix), Hurd (sviluppato da Stallmann e dalla GNU) e sopratutto i sistemi #BSD. Di cui andremo a parlare.

Storia

Un po’ di storia come sempre non fa di certo male…

Siamo nel 1977 nell’università di Berkeley, Bill Joy brillante studente e futuro fondatore di Sun, patcha il sistema Unix di AT&T e viene rilasciata BSD. Negli anni successivi lo sviluppo prosegui con il patrocinio della DARPA: si stava formando forse la variante più evoluta di Unix.

Nel 1982 Bill Joy lascia il progetto e crea la Sun Microsystem mentre il sistema BSD, ormai riscritto da zero e non più basato su Unix di AT&T ,si evolve giungendo alla versione 4.3BSD.
In questi anni AT&T intenta una causa legale contro i progetti BSD che  rallenta il loro  sviluppo, la causa ha fine nel 1994 con esito completamente a favore del progetto!
Intanto il BSD originale nel 1995 giunge alla sua ultima release: la 4.4BSD-lite release 2.

Nel 1992 il progetto BSD è in parte bloccato per la causa in corso: cosi un gruppo del team da vita a 386BSD, dalla vita breve, ma progenitore dei due progetti della nuova generazione di BSD. Ovvero NetBSD e FreeBSD.

Panoramica attuale

Oggi di progetti BSD attivi se ne contano poco più di una decina, ma i progetti più importanti sono i seguenti:

NetBSD :nato da 386BSD. Obiettivo del progetto è la portabilità: infatti è compatibile con più di 50 diverse piattaforme, dal 386 al Commodore passando per alcuni palmari;  il motto del progetto è “off course it runs NetBSD…” Attualmente è il sistema operativo della ISS, ovvero la stazione spaziale internazionale. NetBSD è una delle poche distribuzioni a supportare il cursore del mouse nella console.

FreeBSD: nato da 386BSD. Obiettivo del progetto è la semplicità d’uso. Fornisce  ottime prestazioni ed offre un sistema d’installer grafico.  Su questo sistema sono basati GhostBSD, PCBSD/TrueOS e desktopBSD, con lo scopo di fornire un sistema che sia “comodo” in ambito desktop.

OpenBSD: nato da un fork di NetBSD.  Sviluppato con l’intento di creare un sistema che mettesse al centro del progetto la sicurezza informatica, ad oggi i soli due bug scoperti sono nell’installazione via rete! A testimonianza della sicurezza che offre,  il sistema è usato principalmente da service provider, banche, servizi segreti e diverse società e organizzazioni che vogliono un sistema molto sicuro.
Inoltre in seno al progetto sono nati software come OpenSSH.

Tutti i sistemi BSD utilizzano due gestori dei pacchetti:

  • I PORT, ovvero compilazione da sorgente (sistema copiato da Gentoo per il suo portage.)
  • I pacchetti binari (sistema similare ad APT)

Progetti nati per Desktop

PCBSD (ora TrueOS) è un derivato di FreeBSD, nato ad opera di Kris Moore ed è il tentativo finanziato da un’azienda di portare BSD in ambito desktop.  Fornitodi  installer grafico e con un sistema d’installazione di pacchetti semplificato.  All’interno del progetto è nato Lumina Desktop Enviroment basato sulle QT e DE di default del sistema dopo aver sostituito KDE. Su TrueOS è presente uno script per l’esecuzione della nota piattaforma videoludica Steam di Valve.

GhostBSD invece, è un sistema derivato da FreeBSD, dotato anch’esso d’installer grafico. Come DE implementava in precedenza Gnome, mentre attualmente MATE.

Merita attenzione anche DarwinOS, che utilizza il kernel XNU   frutto dell’ unione del microkernel Mach e FreeBSD : è di fatto il sistema operativo che gira sotto IOS e OSX.

Approfondiamo

Dopo avervi fatto una panoramica esaustiva dei progetti (in altri articoli andrò a presentarvi i singoli sistemi), vorrei farvi notare le differenze fra le distribuzioni GNU/Linux e i sistemi #BSD in modo semplice:

I BSD utilizzano un sistema di sviluppo completo, tutto ciò che serve per far funzionare il PC in modalità testuale è interamente sviluppato dal progetto, a differenza di ciò che avviene con GNU/Linux dove GNU mette a disposizione l’editor (Emacs) e il compilatore GCC mentre il team di Linux fornisce il kernel.

La seconda differenza è la tipologia di sviluppo e lavoro. Infatti i sistemi BSD sono gestiti e sviluppati secondo una certa gerarchia e programmazione. lo sviluppo è rapido, preciso e gerarchico.
Tutti gli sviluppatori possono proporre codice, il codice viene controllato e approvato da uno sviluppatore “anziano”. Nessuno può modificare il codice senza confrontarsi con gli altri e in particolare con il CORE TEAM che indirizza e supervisiona l’intero progetto.

Altra cosa da sapere è che i BSD utilizzano tutte le applicazioni GNU e Open Source per la maggior parte in modo nativo. Per quelle poche che non sono sviluppate per BSD, è stato implementato nel codice un “binario” di compatibilità che riconosce le applicazioni native di Linux in modo automatico e ne permette l’esecuzione con prestazioni identiche a quelle native di BSD.

Risulta facile capire che i sistemi BSD hanno un codice più maturo, più pulito e più semplice.
Godono di un sistema di sviluppo estremamente efficace.
Sono all’avanguardia per la sicurezza e la portabilità.
Mettono a disposizione dell’utente documentazioni precise e accurate che coprono ogni piccola parte del sistema in modo approfondito e semplice.

La domanda che dovrebbe sorgere spontanea è la seguente:
perchè i sistemi #BSD non hanno avuto successo e sono stati soppiantati da Linux?

La risposta risiede tutta nella loro licenza, estremamente permissiva.
In breve la licenza GPL è una licenza copyleft che “obbliga” chi modifica il codice alla redistribuzione sotto la stessa licenza. Cosi non è per la BSD semplificata o la licenza FreeBSD che pur compatibile con la GPL permette di utilizzare il sorgente, modificarlo e distribuire solo il binario senza rilasciare il sorgente delle modifiche effettuate, consentendo perfino un cambio di licenza.

Questa particolarità risulta molto appetibile alle software house che possono utilizzare software scritto sotto licenza BSD, modificandolo per adattarlo alle proprie necessità.
Come esempio possiamo prendere Microsoft, che utilizza il protocollo di rete TCP/IP di FreeBSD ma non ne ridistribuisce le modifiche.
Di licenze BSD ne esistono diverse, sebbene la capostipite non è più utilizzata e nemmeno considerata OpenSource. Ad oggi le più diffuse sono la FreeBSD licence (la cosidetta licenza FreeBSD modificata o a due clausole) e la MIT. Entrambe queste due licenze sono considerate OpenSource e freesoftware, compatibili con la GPL.

La filosofia di queste licenze ha creato parecchio interesse nei BSD in ambito aziendale, dando vita spesso anche a cospicue donazioni, ma sebbene i BSD sono sistemi estremamente prestanti, sicuri e flessibili non si sono mai imposti al livello di GNU/Linux.

A livello pratico, quali sono le differenze che un user, usando FreeBSD, avrebbe con una distribuzione come Ubuntu o Fedora che noi tutti conosciamo?

Beh, diciamo che un utente che utilizza il sistema per navigare, scrivere, vedere video, modificare foto o poco altro… non noterebbe la differenza se non per il modo diverso di chiamare i device e per (probabilmente) le prestazioni migliorate molto vicine o identiche ad una Gentoo o ad una Arch.

Nei prossimi giorni inizieremo a trattare alcuni dei singoli sistemi, partendo dall’installazione dei due che sono più desktop-oriented: ovvero TrueOS e GhostBSD.

Pillola di curiosità

Se vi dicessi che centinaia di milioni di persone usano FreeBSD tutti i giorni? Ebbene si, Sony nella sua Playstation 4 fa girare Orbis OS che è un sistema FreeBSD modificato e personalizzato.

Comunità

Qui purtroppo c’è da sfatare un mito: la community dei sistemi BSD è di una generazione di informatici piuttosto “anziani”, molto disponibili con i nuovi utenti e con chi cerca aiuto e consigli in merito. Nonostante la grossa apertura nel contribuire all’ingresso di nuovi utenti nel progetto, buona parte della community non ha ancora digerito la nascita di progetti user-friendly come GhostBSD e TrueOS.

Purtroppo in Italia la comunità è decisamente ridotta e acerba. Di contro i forum internazionali, in particolare quelli di TrueOS e GhostBSD sono molto disponibili e preparati.

Seconda pillola

Per chi volesse cimentarsi nella prova: la compatibilità hardware dei BSD è simile a quella che aveva Linux negli anni che vanno dal 2000 al 2007 circa, quindi vi consiglio sempre di verificare il supporto hardware. Normalmente le complicazioni arrivano per le Nvidia Optimus, alcune schede ATI e in particolare per i moduli wifi realtek e broadcom.

Un punto finale: se siete abituati al mondo Linux, vi invito a considerare il mondo che ruota intorno a BSD tenendo sempre presente che la community è molto simile come approccio a quello degli Apple fanboy.Ovvero contro tutto ciò che non è Apple, in questo caso BSD. Quindi, non prendetevela se vi sentire dire che GNU/Linux è uguale a Windows, che è ricco di bug ed instabile e che il vostro livello tecnico non è sufficiente per usare BSD. E sopratutto aspettatevi la classica risposta RTFM (Read The Fucking Manual) a cui io rispondo sempre “il manuale l’ho letto e questa cosa non è spiegata”.

Conclusioni

I Sistemi BSD nascono e sono utilizzati per scopi specifici: specialmente per server, studio e statistica; difficilmente trovano impiego in ambito desktop. Considerato anche che la FSF (Free Software Foundation) non supporta il loro sviluppo,  la maggior parte dei progetti software poi, sono ormai Linux-oriented. D’altro canto però, la loro conoscenza è fondamentale perché dal loro sviluppo tutt’oggi si colgono soluzioni e software successivamente implementati su altri sistemi/kernel come Linux stesso.

GhostBSD e TrueOS sono comunque progetti molto apprezzati, chissà che un giorno non possano essere proposti come alternative a GNU/Linux.

Un ultima considerazione: l’Open Source non è Freesoftware… quindi non confondete i BSD con un sistema operativo libero!


info Il contenuto di questo articolo é libero alla condivisione, a patto che venga citata la fonte (linuxhub.it)


chat Discuti questo articolo con
help /gentedilinux