☕ #pausacaffè – Se metti le mani è colpa tua! Tweaking delle distribuzioni.

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Linux è cresciuto tantissimo: gli ultimi, sono stati anni di grande sviluppo per la comunità del pinguino.

Storicamente Linux era visto come un sistema complesso, limitato a pochi utenti “specializzati”, che sapevano dove metter mano. Non sono a favore di questa teoria: seppur incomplete e forse un po macchinose, le distribuzioni Linux sono da sempre alla pari della concorrenza. Dalle finestre alla mela, siamo (siete) solo stati abituati ad utilizzare il PC in un altro modo.
Oggi Linux è per tutti e per tutto. Possiamo produrre, sviluppare, ricercare, giocare.. e quant’altro ancora?
Non c’è limite a ciò che si può fare con un sistema operativo libero come Linux.

Nel corso degli anni si è affermata una nuova tipologia di distribuzione: la Out of the box. Un concetto già noto in altri settori, che identifica un prodotto come “Pronto fuori dalla scatola”. Ultimamente mi sono spinto molto a difendere questa filosofia, mostrandone sia i grossi vantaggi che, a volte, gli svantaggi.

La differenza

Se da una parte abbiamo un sistema personalizzabile, adattabile e pronto ad essere ribaltato da testa ai piedi (es. Arch Linux), dall’altra ci sono distribuzioni meno permissive (sulla carta), che tendono a prediligere un sistema compatto, integrato e “così com’è” ovvero pronto alla produzione (es. Deepin, elementary OS).

Mi è capitato troppe volte, ultimamente di sentire rifiuti verso distribuzioni come le sopra-citate Deepin ed elementary OS. Problemi legati all’instabilità del sistema a seguito di personalizzazioni da parte dell’utente.

Cerchiamo di focalizzarci su un concetto semplicissimo. Se un sistema è studiato per lavorare in un determinato modo, perché mai lo devi forzare a lavorare in modo differente?
Ad ogni prodotto il proprio target. Distribuzioni come Deepin sono ideate per l’utente finale. Quel tipo di utente che Linux ha invidiato per anni a sistemi operativi similari di più grande fama (ottenuta a fronte di ingenti strategie pubblicitarie). Quell’utente che accende il PC e…legge le mail, naviga online, gioca, scrive etc etc.

Marco, la cavia

Prendiamo un utente che chiameremo Marco per comodità. Marco è spinto alla personalizzazione: è quel tipo di utente che deve sempre e comunque metter mano al terminale per ritoccare qualcosa, per aggiungere una repository, per cambiare un tema, le icone, il puntatore del mouse, l’immagine di boot, il grub. Insomma, l’utente a cui piace giocare con Linux (non nel senso riduttivo della parola).

Marco un bel giorno scopre elementary OS, una distribuzione con una politica complessa e poco permissiva che scoraggia l’estensione a repository di terze parti e l’utilizzo del terminale in sé. Prontamente il nostro Marco la scarica e la installa sul suo bel portatile.

A seguire una scaletta delle operazioni intraprese dal nostro utente cavia:

  • Installazione dei driver video Nvidia da nvidia-installer
  • Installazione Elementary Tweaks
  • Installazione tema GTK Arc
  • Installazione icone Paper
  • Forzatura della variante Dark per il tema GTK
  • Cambio dell’animazione d’avvio con un criceto che corre
  • Aggiunta di svariate repository per l’installazione di diverso software non presente nelle ufficiali

Ora Marco si ritrova con i seguenti problemi:

  • Le icone nell’editor di testo e del file manager non sono visibili
  • LibreOffice non si avvia
  • Varie applicazioni mostrano colori sgradevoli, una combinazione tra variante scura e default del tema GTK
  • All’aggiornamento di sistema ci si inchioda al logo di elementary (che a sua volta ha rimpiazzato quello del suo amato criceto che corre)

Prima Marco tenta un approccio costruttivo: “beh avrò sbagliato qualcosa” e comincia la sua caccia alla soluzione. Seppur in questo caso la soluzione è abbastanza semplice, il nostro utente cavia non riesce ad arrivarci e decide di prendere il suo smartphone e rivolgersi alla comunità Google+, dove chiede supporto. Le prime risposte sono le solite proposte online:

  • Reinstalla tutto
  • Avvia con una versione differente del kernel
  • Perchè non hai installato i driver da AppCenter?
  • Cerca su Google… (sul serio: non scrivetelo mai.)

Marco è irritato e opta per un ultimo tentativo. Finalmente si accorge dell’aggiornamento del kernel. Decide così di avviare con una versione precedente, disinstalla i driver Nvidia e riavvia con il nuovo kernel, ora funzionante.

Marco è felice, tutto funziona ma vuole installare i driver Nvidia, e pensa “Ora lo installo da AppCenter: così non ho problemi”. Apre così lo store e clicca su “Installa” accanto a nvidia-384. Purtroppo non è giornata per il nostro Marco che si ritrova a contatto con un errore che lo informa dei problemi di dipendenze non soddisfatte. Subito va su tutte le furie dando la colpa al sistema. Prende la sua pennetta con Arch Linux e smantella tutto per tornare al suo sistema preferito. Ignorando il fatto che, se avesse fatto le cose nel modo giusto sin dall’inizio, tutto ciò non sarebbe successo.

Quindi, qual’è la morale di tutto ciò?

Semplice. Se prendi un sistema nato per essere così com’è, che suggerisce l’installazione di software in un determinato modo, dal momento in cui ci metti le mani e violi questa politica, il responsabile sei solo tu!!!

Detto ciò, questa è la mia ☕ #pausacaffè, puramente a scopo opinionistico. Fonte di esperienze personali.

Informatica & cucina una strada dallo stesso ingrediente, la passione.