Presentazione di Devuan e Intervista a Franco Lanza, uno dei fondatori

Devuan nasce nel 2014 come fork di Debian da un gruppo di sviluppatori contrari a determinate scelte, il tutto è riconducibile all’introduzione di systemd.

Inizialmente si dubitava anche solo della riuscita del progetto stesso in quanto la mole di lavoro di un fork di questo tipo era ed è tutt’ora immensa. Debian possiede forse più pacchetti di qualsiasi altra distribuzione, è complessa ed articolata eppure grazie all’impegno e alla bravura del team siamo giunti alla versione 1.0 Jessie!

Il team sta lavorando alla ASCII la 2.0

La distro è di fatto una Debian Jessie senza il systemd, si presenta in Live con XFCE, le alternative sono LXDE e Mate.

Si potrebbe pensare che di questo sistema ci sia poco da dire, perchè in fin dei conti i sistemi di Init agiscono in background nel sistema e uso desktop la cosa potrebbe passare praticamente in sordina (salvo poi ritrovarsi a cercare i dettagli di un errore di boot fra cento ed enne righe di systemdlogs).

Presentazione di Devuan e Intervista a Franco Lanza, uno dei fondatori

In ogni caso il progetto Devuan è importante, anzi è fondamentale nel mondo del FreeSoftware per garantire quella libertà di scelta di un’alternativa che da sempre è il vero valore dell’Open Source, la libertà di poter scegliere e non avere qualcosa d’imposto.

Il successo di Devuan è dimostrato dal numero sempre crescente di derivate e dall’interesse dimostrato da distro come Parrot. Seppur palesi sono anche le critiche rivolte da chi vede questo progetto un tentativo di restare ancorato al passato volendo negare il presente e sopratutto il futuro per cui si cercan di porre le basi per la standardizzazione.

Con l’invito di provarla vi lascio all’intervista di Franco Lanza, uno dei fondatori del progetto.

Premettendo che systemd è un argomento di cui ormai si parla ovunque e che le vostre opinioni in proposito sono conosciute! Puoi raccontarci com’è nato il fork di Devuan e cosa all’interno della community di Debian non funzionava più per voi?

Quando ai tempi ci fu la diatriba per introdurre systemd come init di default in debian la cosa fece nell’ambiente abbastanza rumore, e si consumo una sorta di colpo di mano da parte del CTTE su un argomento che da parte soprattutto dei veterani fu considerato piuttosto forzoso, soprattutto viste tutte le contrarieta’ che si intravedevano nella sua adozione e le tante voci critiche.

All’epoca Ian propose quindi di passare a una votazione, che come noto fini’ con un “non abbiamo un’opinione” come risultato.

Quando venne proposta questa votazione un gruppo di sistemisti facente parte di un gruppo facebook noto come “Veteran Unix Admins” decise che comuqnue non avrebbe in nessun caso voluto systemd come init temendo un hijacking di tutto il sistema ( che infatti sta avvenendo ) non considerando systemd una soluzione idonea ne un cambiamento positivo o evolutivo, e di conseguenza decise di “minacciare” pubblicamente il fork qualora la votazione non fosse passata. Importante e’ notare che la votazione era aperta non a tutti, ma solo ai debian developers, che a nostro avviso non rappresentavano la comunita’ piu’ larga degli utenti, soprattutto professionali ma non solo, che sarebbero stati affetti dal cambiamento

Quando la votazione di fatto apri’ le porte a systemd, noi ci trovammo davanti al dilemma se portare a compimento la “minaccia” o meno, i dubbi erano molti perche’ non si trattava certo di una cosa semplice da fare vista la dimensione del lavoro che ci aspettava di fare. Io e Denis Rojo, in particolare, ne parlammo a lungo insieme a una decina di altri sysadmin che sono sempre rimasti anonimi, considerando sia la mole di lavoro che sembrava essere enorme, anche troppo, sia le conseguenze rispetto al forte shitstorm che veniva gettato addosso a chiunque si dimostrasse critico nei confronti di systemd. La situazione rimane tale per alcuni giorni senza che nulla si muovesse. Io in quel momento ero in vacanza alle isole canarie e mi trovavo con molto tempo libero a disposizione…

e in due giorni, in spiaggia con la famiglia armato di portatile, misi giu’ il primo codice grezzo di “amprolla”, che e’ un software in grado di fare il merge di piu’ repository debian con alcuni trucchetti per risparmiare banda e risorse in generale, e lo presentai a Denis e agli altri sysadmin dicendo “guardate, se usiamo questo risparmiamo macchine, banda, e soprattutto tempo, possiamo mettere mano solo ai pacchetti “infettati” da systemd e ignorare il resto, questo rende tutto piu’ facile”

e questo convinse tutti che si poteva fare. A quel punto quindi decidemmo di procedere e annunciammo il forkper quel che riguarda cio’ che non funzionava in debian come burocrazia, semplicemente decidemmo che noi dovevamo partire in maniera piu’ snella e approfittare del fatto che non avevamo il retaggio storico della struttura gerarchica di debian per fare qualcosa che potesse essere piu’ rapido e moderno

e che potesse evitare i colpi di mano come quello accaduto per systemd.

Devuan sta riscuotendo tantissime critiche dalla community ma anche tanti apprezzamenti… le derivate di Devuan crescono sempre di più!! Ultimamente anche il team di Parrot ha mostrato interesse verso di voi… come state vivendo questa “diatriba”? cosa rispondete ai fanatici della standardizzazione?

Siamo nati anche per via delle critiche che ricevevamo per il solo fatto di pensare “diversamente” da quella che noi vediamo essere una sorta di “dittatura” dei pro-systamd, di non essere per il “pensiero unico” ma di valorizzare invece le differenze e le specificita’. Quando abbiamo deciso di iniziare il progetto una delle cose piu’ importanti, e a mio avviso giuste, che abbiamo deciso di fare e’ stata quella di “ignorare le critiche non costruttive”, ignorare insomma gli attacchi la cui natura era solo attaccare chi non era per il pensiero unico senza altri argomenti, e di procedere a barra dritta anche in forza della nostra convinzione di essere nel giusto e nella filosofia UNIX che vedevamo perdersi in systamd e nei suoi fanatici. Gli apprezzamenti, tanti, che arrivavano e arrivano ovviamente hanno rafforzato in noi la convinzione che non importa se fossimo o meno una maggioranza, l’importante e’ che se c’era chi apprezzava il nostro lavoro, farlo era comunque giusto.

Oggi devuan e’ usata con soddisfazione da molti, sia professionalmente che privatamente, e’ una realta’, funziona e cresce, e si e’ anche tolta qualche sassolino dalle scarpe dimostrando in primis di non essere “scam” o “tutto fumo e niente arrosto” come tanti pensavano, di non essere morta dopo pochi mesi come molti prevedevano, e anche di non aver subito una serie di problematiche e bug introdotti in debian a causa di systemd

e questa e’ per noi una sufficiente dimostrazione del fatto che comunque sia avevamo e abbiamo ragione, devuan merita di esistere.

Obiettivi e progetti?

L’obiettivo che ci siamo proposti inizialmente era quello di rilasciare una Jessie che potesse essere il piu’ vicina possibile e “trasparente” al cambio rispetto alla jessie di debian, per poi eventualmente divergere solo se ce ne fosse stata una reale necessita’ in un secondo momento, e contemporaneamente di partire senza fretta per poter mettere in piedi una infrastruttura che fosse sufficientemente leggera da poter essere gestita da poche persone ma sufficientemente completa e strutturata per poter eventualmente affrontare una grande scalabilita’ e una grossa crescita del progetto qualora avessimo avuto successo. Ci concentrammo quindi prima di tutto sull’infrastruttura. Quelli a lungo termine inizialmente non erano considerati, dovevamo lavorare a testa bassa, e la storia avrebbe fatto il suo corso. Oggi i progetti a lungo termine sono quelli di continuare a mantenere una reale alternativa in vita, perche’ siamo convinti che prima o poi l’ecosystema di systemd o divergera’ totalmente dal mondo UNIX, e quindi non ci riguardera’ piu’, oppure implodera su se stesso, e quindi non ci riguardera’ piu’, e quando una di queste due cose succedera’, sara’ grazie anche a devuan se chi ama linux nel suo essere uno UNIX like avra’ ancora un qualcosa di moderno e funzionante a disposizione.

gli obiettivi a breve termine sono ovviamente l’uscite di ASCII, la nostra 2.0

Perchè la scelta di utilizzare Xfce come DE di default e dare poche scelte all’utente in fase di installazione?

Parto dal rispondere all’ultima domanda perche’ e’ la piu’ semplice: avevamo bisogno di ridurre al minimo il lavoro necessario per via del fatto che, soprattutto inizialmente, eravamo pochi numericamente e non sapevamo quanto saremmo potuti crescere e quanto in fretta sarebbe avvenuto. Xfce fu scelto in ragione del fatto che era ben supportato in debian e minimizzava il lavoro necessario mantenendo pero’ un ambiente completo e gradevole, rispettando inoltre il nostro gusto generale di maggior leggerezza rispetto ai due DE piu’ noti.

Puoi darci qualche anteprima di quel che troveremo su Ascii? quando contate di rilasciarla?

Su questo posso dire molto poco, non perche’ ci siano segreti o qualcosa da nascondere ( tutto lo sviluppo avviene pubblicamente ), ma per due semplici motivi:

1- la politica che adottiamo per il rilascio e’ la stessa adottata da debian nella sua lunga storia: si rilascia quando e’ pronta, non prima. Questo comporta che una data di rilascio non possa essere sicura fino a quando non viene rilasciata, e c’e’ ancora molto lavoro da fare.

2- ci sono discussioni rispetto all’init di defaul da adottare, si parlava di openrc, ma non c’e’ ancora nulla di certo. Rimarra’ comunque ancora abbastanza vicina a debian al momento, sebbene il numero di pacchetti da forkare sia in aumento ( a causa del sempre piu’ invasivo systemd ). Ci si sta ancora concentrando molto sull’infrastruttura e anche sullo strutturare meglio l’amministrazione del progetto che, essendo in crescita ed essendo ora usciti dalla primissima fase, ha ora bisogno di trovare tutti i propri equilibri.

In futuro valuterete l’introduzione di altri kernel?

Per gli altri kernel, al momento non ne vedo la necessita’, systemd e’ una cosa fortemente linux centered, quindi dubito che ci concentreremo su altri kernel che non hanno gli stessi problemi, tuttavia se qualcuno volesse proporsi per fare una Devuan/Kfreebsd o simili e se ne assumesse l’onere, credo che non ci sarebbe nulla in contrario e saremmo sicuramente aperti a valutare la cosa

Qualche considerazione sull’opensource e il freesoftware oggi?

Oggi il mondo informatico e’ molto piu’ grande e complesso di quando nei primi anni 90 linux vide la luce e inizio’ la sua cavalcata alla conquista del mondo, lo stesso mondo open source oggi affronta minacce molto piu’ difficili di un tempo perche’ se ha vinto a man bassa in moltissimi ambienti la linea di confine si e’ spostata sui servizi remoti che sono delle black box grazie all’avvento del cloud e portano nuovi rischi e nuove conquiste. Allo stesso modo vediamo che molti informatici anche competenti ma giovani hanno perso il bagaglio storico del perche’ UNIX e’ cosi’ com’e’, e questo e’ il principale motivo a mio avviso dell’esistenza stessa di cose come systemd. La grande crescita di linux nel mondo enterprise degli ultimi anni inoltre ha fatto si che interessi differenti vadano a pesare sulle direzioni di sviluppo, spesso non a favore dell’utente, privato o professionale, che lavora su scale differenti. Detto questo, io continuo a credere nella logica del bazaar in contrasto con quello della cattedrale, e quindi credo che fino a che ci sara’ qualcuno che ha il coraggio di prendere una tastiera e costruirsi i sistemi come li vuole, e quindi il problema non si pone: Devuan rientra in questa visione, e’ un’alternativa, non l’unica, al pensiero unico, e fino a che ci sono alternative il Linux originale come filosofia non morira’. Semplicemente ci sara’ piu’ scelta per piu’ ambienti, e non e’ una questione di vincere o perdere, l’importante e’ che ci sia la scelta giusta per tutti, sempre e comunque.

Perchè non avete colto l’occassione del fork per creare una distro completamente libera e quindi riconosciuta come tale dal progetto GNU?

Per quel che riguarda la possibilita’ di essere una distro 100% freesoftware, personalmente non credo che sia compito di devuan porsi in tale posizione, ma piuttosto di una sua derivata o di una versione apposita anche interna a devuan ma comunque separata dalla “mainline”, per il semplice motivo che devuan vuole porsi come base con lo stesso ruolo avuto da debian in passato e non imporre visioni piu’ o meno estremiste a nessuno. Personalmente SONO un estremista del freesoftware, ma capisco che ci sono casi d’uso che necessitano ad oggi, purtroppo, di avere una visione meno rigida e che quindi non sia giusto nei confronti di tanti chiudersi in tal senso.

Considerazioni finali?

Come considerazione finale aggiungo solamente una cosa: Devuan non e’ e non vuole essere una distro “conservativa”, un qualcosa che rappresenti il passato, ma vuole portare avanti la modernita’ e l’evoluzione di quello che secondo noi e’ e deve essere linux: uno UNIX like con ampia liberta’ di scelta e personalizzazione. Questo comporta che noi non si sia contro “il nuovo” o “l’evoluzione”, ma semplicemente che si voglia avere la liberta’ di dire “questo specifico nuovo o questa specifica evoluzione non la riteniamo buona, preferiamo altro, grazie”. Devuan inoltre NON e’ una distro “contro systemd”, ma piuttosto a “favore della scelta di usare altro”.