☕ #pausacaffè – Linux e gli standard… Un passo verso il futuro o uno verso il baratro?

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Da anni ormai sento parlare di “standardizzare” GNU/Linux. Oggi vi vorrei parlare non tanto dell’oggettiva situazione in cui si trova oggi il sistema Linux che noi tutti conosciamo, tanto meno della LSB che da anni ormai garantisce regole comuni per lo sviluppo e l’implementazione di codice nel kernel. Ma piuttosto mostrarvi due vie che vengono spesso auspicate dagli utenti.

Visione catastrofica

La prima è la visione catastrofica della maggior parte dei membri della vecchia scuola, ovvero informatici cresciuti fra gli anni 80 e 90, che hanno visto nascere il sistema ma non accettano la sua evoluzione in qualcosa di profondamente diverso!
Sono coloro che ritengono che la miglior opportunità, creata dal sistema Open Source e Free Software, sia stata la possibilità e la libertà di modificare e redistribuire un software dando vita alla proliferazione di miriadi di altri software, spesso gestiti da singoli individui che creano software mai maturo, spesso ricco di bug e ancor più spesso abbandonato di punto in bianco.
Stessa cosa che accade a molte distribuzioni che spesso differiscono solo per l’aspetto grafico o un gruppo di pacchetti minori aggiunti. Questo fa si che ad oggi, le distribuzioni compatibili nel panorama Linux, si contano su una mano e rimangono sempre le solite.

Restrizione e compatibilità

La seconda corrente di pensiero prevede che via sia almeno una compatibilità fra le distribuzioni, una unificazione sulle librerie grafiche e un solo gestore pacchetti e solo 2/3 desktop environment.
Insomma pensano che se GNU/Linux non riceve un “sistema” di sviluppo standard non potrà che essere cancellato dalle regole del mercato e da uno sviluppo non ottimale e sempre caotico.

La mia opinione

Personalmente sono in disaccordo e in accordo con entrambe queste linee di pensiero, penso che come sempre si possa trova una terza via che potrebbe essere quella giusta.

Partiamo dal gestore pacchetti, basterebbe lasciarne due, ovvero APT e DNF/RPM… Ma al contempo cercare di crearne uno standard che permetta di utilizzare un pacchetto su più distribuzioni differenti (su questo RPM è sicuramente più avanti).

C’è da dire che la creazione di SNAP da parte di canonical è la sua adozione sempre più comune fra svariate distribuzioni (le ultime sono state Solus e Manjaro) potrebbe creare uno standard de facto molto utile.

In secondo luogo il partizionamento e il file system, anche qui andrebbe creare uno standard, la stessa presenza di LVM dovrebbe essere presa come un default in una installazione, eliminando quasi del tutto i problemi di espansione del disco.

Passiamo poi all’organizzazione delle directory, qui si dovrebbe imparare da TrueOS/exPCBSD che installa tutti i software in un unica directory (a quanti è capitato cambiare distribuzione e cercare per mezza directory un file convinto di trovarlo da una parte e invece li non c’era?).

DE e WM credo che da questo punto di vista non debba cambiare molto, uno dei punti di forza di GNU/Linux è e deve restare la possibilità di personalizzare il proprio sistema in base alle proprie necessità (per esempio sul mio netbook non girerà mai KDE.. ma girerà molto bene LXQT o Mate o Xfce) Non si può perdere o dilapidare questa ricchezza.

Per quanto riguarda le librerie grafiche, ognuna ha sue peculiarità e caratteristiche, ritengo che entrambe vadano portate avanti al meglio delle loro possibilità come stato fin’ora, magari accelerando i tempi al supporto Wayland.

Importante sarebbe introdurre un software di controllo dell’intero sistema, qui non si può non parlare di Yast, implementarlo in qualsiasi distribuzione (magari disabilitando o abilitando determinate funzioni a seconda del tipo di distribuzione su cui viene installato) si donerebbe alla comunità quello che è  forse il miglior tool di configurazione, esistente al mondo su qualunque OS, che semplificherebbe,  parecchio, la vita a qualsiasi tipo di utente (base o avanzato).

Questi piccoli standard porterebbero ad una semplificazione del nostro sistema operativo sia dal punto di vista di user esperti che da quello dei novizi, che si troverebbero a dover semplicemente imparare una gestione di base comune a tutte le distribuzioni.
Semplificherebbe anche la gestione delle distro, il mantenimento dei repository e oltretutto credo che darebbe nuova linfa ed entusiasmo per lo sviluppo di nuove spin e la ripresa di progetti fermi o congelati per la ritrovata semplicità di sviluppo (verso una direzione unica) e di gestione di ogni distribuzione. Il che probabilmente favorirebbe ancor di più la sponsorizzazione dei team di sviluppo da parte delle major  e gli investimenti nell’Open Source e nel Free Software.

Fra la cattedrale e il Bazaar… beh credo si possa mettere su un Centro Commerciale.