🔧 #howto – Installare Linux su Mac

Hai un bel MacBook, iMac o Mac Pro che hai pagato un bel po’ di quattrini, ma ti rendi conto che la libertà del tuo computer è indispensabile per te? Questo articolo fa per te, la guida definitiva su come installare una distro GNU/Linux sulla tua preziosa macchina.

L’utilizzo dei Mac è una delizia, l’hardware è solido, veloce e bello, ma nel tempo ci si può stufare di MacOS e di fare le cose seguendo il modo Apple. Nota: Si tratta di un tutorial avanzato che se non eseguito correttamente può apportare danni irreparabili ai tuoi dati. Se sei un novizio del mondo GNU/Linux o non sei molto avvezzo alla tecnologia, lascia stare questo articolo. Se, invece, decidi di continuare ricorda di eseguire un backup con TimeMachine (o strumenti simili). Tengo a precisare che, non mi ritengo responabile di qualsiasi danno che potreste apportare al vostro Mac durante l’esecuzione di questa procedura. Questo tutorial è funzionante solo con dispositivi Mac (MacBook, iMac, MacPro…) basati su EFI, puoi consultare l’elenco dei dispositivi basati su EFI dal sito ufficiale Apple.

Passaggio 1- Dual boot con MacOS (si, puoi mantenere MacOS!)

Per installare due sistemi sullo stesso disco rigido dovresti liberare un po’ di spazio, ad esempio spostando i tuoi vecchi dati su uno esterno o su un’unità flash. Bene, fatto questo c’è da dire che per eseguire questa installazione ho usato la penultima versione dell’OS di Apple, ovvero El Capitain, che introduce una funzionalità di sicurezza chiamata SIP che dovrai superare (trovi una rapidissima guida qui, il tutorial è su MacOS Sierra ma il procedimento è lo stesso anche su El Capitain) se usi questa versione o altre più recenti. In questa guida installeremo Ubuntu, ma questo metodo dovrebbe essere funzionante con tutte le distribuzioni.

1.1 – Installazione del gestore di avvio EFI

EFI sta per Extensible Firmware Interface ed è ormai molto comune sia tra i Mac che tra i PC. Ha sostituito il vecchio (e affidabile) sistema BIOS che era in uso dagli anni ’80. L’installazione di Linux su una macchina basata sul BIOS era davvero banale. Ora, con la tecnologia EFI, le cose sono un po’ cambiate (ma non c’è nulla di cui preoccuparsi).

Ora siamo pronti per scaricare il rEFInd Boot Manager e installarlo. REFInd è un boot loader per macchine basate su EFI. La versione che useremo è la 0.10.0 sotto forma di archivio zip (che trovi qui). Bene, una volta scaricato, apriamo il terminale (dalla cartella Utilities del Mac). Se non l’avete già fatto, estraete il contenuto dell’archivio con un:

unzip refind-bin-0.10.0.zip

Spostiamoci nella cartella appena estratta per effettuare l’installazione con:

cd refind-bin-0.10.0

Bene, ora installiamo rEFInd, che nella versione 0.10.0 offre un installazione sostanzialmente migliorata rispetto alle versioni precedenti, il che è indubbiamente un bene. Prima dobbiamo, però, installare i driver in caso ce ne sarà bisogno:

sudo ./refind-install --alldrivers

Ora dobbiamo montare la partizione EFI nascosta e, per nostra fortuna, rEFInd offre un semplicissimo strumento per farlo, ci basta infatti scrivere:

sudo mountesp

Ora dobbiamo modificare il file di configurazione (refind.conf) EFI, che è possibilile trovare in /Volumes/ESP/EFI/refind/ o in /Volumes/ESP/EFI/BOOT (come nel mio caso). Una volta che lo abbiamo trovato diamo il comando:

sudo nano /Volumes/ESP/EFI/BOOT/refind.conf (la directory del file refind.conf)

Ora bisogna individuare la riga in cui è scritto scanfor e modificarla con:

scanfor internal

In caso quella riga non sia presente, aggiungila nella parte superiore del file. Ora dobbiamo modificare il file di configurazione per fare in modo che carichi i corretti driver del file system. Controllate una linea inizia  con fs0, se questa riga non esiste , aggiungila come sotto, altrimenti modificala:

fs0: load ext4_x64.efi
fs0: map -r

Salva il file e chiudei l’editor di testo. La parte più difficile è finita, abbiamo installato e configurato correttamente rEFInd! Vuoi controllare se tutto è andato a buon fine? Ti basta riavviare il computer e ti comparirà una schermata nera con il logo rEFInd allora ha funzionato, per avviare MacOS ti basterà scegliere il logo dell’omonimo sistema operativo (non con il mouse ma con le freccette direzionali della tastiera) e premere invio.

Passaggio 2 – Scaricare e convertire l’immagine della distro

E’ giunto il momento di scegliere la distro che vuoi installare e scaricarne l’immagine ISO, qui tocca a te fare una scelta. Se sei nuovo del mondo GNU/Linux posso consigliarti distro graficamente più intuitive e semplici da usare per un novizio: Mint, Zorin OS, Ubuntu, Elementary OS ( un nome, una garanzia) Deepin o Pinguy OS (molto simili a MacOS). Mentre se non siete nuovi del mondo Linux qualsiasi distro può andare bene! Ci sono, però, alcuni accorgimenti da prendere durante la scelta del file ISO da scaricare: assicurati di scaricare la versione x64 e se esiste una variante con avvio EFI scegli quella. Ora bisogna convertire l’immagine ISO del sistema operativo in un formato che il tuo Mac può riconoscere. Quindi torniamo al terminale (non preoccuparti, questa volta sara più semplice) scriviamo dunque:

cd <directory dove hai salvato il file>
hdiutuil convert -format UDRW -o <nome a scelta>.iso.img <nome file scaricato>.iso

MacOS ama rinominare i file con un’estensione .dmg, per evitare confusione, è meglio che tu non lo permetta, è semplicissimo:

mv <nome del tuo file>.iso.img.dmg
<nome del tuo file>.iso.img

Ora inserisci la pen drive che conterrà i file di installazione della distro e digita (è conveniente, se hai collegati altri dispositivi di memoria di al tuo computer, di scollegarli e lasciare solo la chiavetta :

diskutil list

Dovresti vedere un elenco di dischi (come quello nell’imagine sopra). Osservate la casella rossa attorno a /dev/disk2. E’ possibile vedere che dispone di una partizione FAT32 di Windows, la mia usb stick ha una capienza di 8 GB, che è un numero molto più piccolo se messo a confronto con i 500 GB di archiviazione del Mac. Basta identificare qual’è la tua pen drive e prenderne nota.

Ora tutto ciò che dobbiamo fare è copiare il file .iso.img, contenente i dati di installazione della nostra distro, nella chiavetta usb. Per questo useremo:

sudo dd if=<nome del tuo file>.iso.img
of=/dev/disk2* bs=1m
*/dev/disk2 <Рquesto potrebbe variare in base a come ̬ identificata la tua pen drive, quindi anche dai dati che hai annotato prima su di essa

Quest comando è completamente distruttivo, rimuove qualsiasi cosa sia presente nella tua chiavetta usb. Quindi fai attenzione, è consigliato eseguire un backup dei tuoi file importanti presenti su di essa (a patto che ce ne siano).

Passggio 3 – Partizionamento del disco rigido

Rechiamoci, nuovamente nelle utilità di sistema, ma ora non utilizzeremo il terminale, bensì lo strumento Utility Disco. Se ti va, puoi eseguire la scansione rapida degli errori nel disco, solo per assicurarsi che tutto vada bene prima del lavoro. Una voltra che sei pronto, vedrai un un elenco di unità sul lato sinistro. L’utilità del disco può risultare diversa se si usa una versione più recente o precedente di MacOS, ma i cambiamenti non sono radicali e le funzioni sono le stesse per quanto ci riguarda ora.

Scegli tra l’elenco a sinistra la prima unità, non tutte le partizioni o le unità esterne sotto, fai click sul pulsante Partziona o simili e vedrai un aerogramma (o grafico a torta) dove ti sarà possibile vedere come è partizionato il tuo Hard Disk, o più probabilmente il tuo SSD. Queste fette come puoi vedere sono ridimensionabili, noi dobbiamo fare proprio questo, ma solo con la partizione MacOS (la più grande) quindi basta rendere più piccola questa fetta di torta fin quando non pesi che ci sia abbastanza spazio non partizionato dove allocare la distro GNU/Linux e i suoi relativi dati. Fatta questa decisione non ci resta che applicare le modifiche e attendere il ridimensionamento della partizione. Questa operazione, nella gran parte dei computer di casa Apple dotati di SSD piuttosto che i classici Hard Disk, non dovrebbe richiedere molto tempo (qualche minuto).

Passaggio 4 – Installiamo Linux su quel Mac!

Questa è la parte più semplice, ma più divertente! Ora installeremo il sistema operativo con cui il tuo Mac volerà. Spegnete completamente il Mac, collegateci un cavo Ethernet, usate un adattatore per i MacBook (fidati, ti risparmierà del duro lavoro). Se non ne hai uno ti consiglio di acquistarlo da un negozio di elettronica o da uno store online, come potrebbe essere Amazon. Se non ne hai uno e non vuoi spendere del denaro, mi spiace, ma dovrai perdere tanto tempo e pazienza, perchè dovrai uscaricare i driver wireless e installarli manualmente. Dopo di che inseriamo anche la pen drive con i file per l’installazione e possiamo iniziare.

Avviamo la macchina e teniamo premuto il tasto alt, si aprirà un menù a scomparsa con il disco rigido del tuo Mac, la tua chiavetta usb e qualche altra periferica di memorizzazione, purchè ce ne siano di connesse. Usa le freccette direzionali sulla tastiera per muoverti, se hai problemi con la tastiera Bluetooth collegane  una supplementare via cavo (sui MacBook non dovrebbero esserci questi problemi dato che la tastiera è inetgrata nel portatile). Ovviamente selezioniamo la pen drive (che sarà denominata EFI o qualcosa di simile) e premiamo il tasto invio.

Se tutto è andato a buon fine ci troveremo nel programma di installazione della distribuzione GNU/Linux da noi scelta, nel mio caso Ubuntu. Il programma di installazone dei sistemi operativi è relativamente intuitivo, basterà procedere seguendo le istruzioni, per poi arrivare alle opzioni di partizionamento dove sceglieremo l’opzione di partizionamento manuale (in Ubuntu è “Qualcos’altro”). individuiamo la partizione vuota, che si è creata ridimensionando quella di MacOS, e ne creiamo altre due: una piccola (deve essere il doppio della vostra RAM) e una grande creata con lo spazio restante. La grande deve essere formattata come ext4 e con punto di montaggio “/”, mentre la piccola come swap, fatto ciò premete sul pulsante Successivo o simile e attendete l’installazione (il tempo potrebbe variare in base al vostro hardware e alla distro). Ora basterà riavviare il Mac e vedere rEFInd che ci permetterà di scegliere se avviare MacOS o la nostra distribuzione GNU/Linux. Opereazione completata 😀 !

Passaggio Bonus – Driver e Utilità

Wifi

In pochi saranno i fortunati che potranno riuscire ad utilizzare il WiFi senza prima installare i corretti driver. Se avete un MacBook dovrete munirvi di un adattatore ThunderboltEthernet per connettervi alla rete e installare i corretti driver WiFi dal terminale (di Linux questa volta), scrivendo:

sudo apt-get install firmware-linux-nonfree broadcom-sta-dkms

Tutto dovrebbe essere installato correttamente, ti basta riavviare la macchina per scoprirlo!

Grafica

Il display dovrebbe generalmente funzionare anche senza l’installazione di particolari driver, ma tuttavia si potrebbero verificare bug grafici non irrilevanti durante l’utilizzo, è dunque consigliato provare i driver di Nvidia:

sudo apt-get install nvidia driver xserver-xorg-video-intel

Se questo metodo non risolve i problemi vi consiglio di visitare uno tra i tantissimi forum riguardanti il mondo Linux, troverete di certo un topic a riguardo.

Retroilluminazione dello schermo e tasti di scelta rapida

Un pacchetto è ora disponibile, purtroppo solo per Debian e Ubuntu chiamato Pommed, che gestisce i tasti di scelta rapida presenti su MacBook Pro, MacBook e PowerBook, regola automaticamente la retroilluminazione LCD e la retroilluminazione della tastiera. Basta installare il pacchetto:

sudo apt-get install pommed

Spero di avervi dato una mano nel rendere più libero e a configurare corettamente il vostro caro Mac con Linux. Ci tengo a precisare che questo articolo è una traduzione/riadattamento dell’articolo scritto nel 2015 e aggiornato lo scorso mese da Linux Newbie Guide, questo è il tutorial originale.

Articolo inizialmente scritto (Revisione di Marco Gastaldelli)

Gabriele Lobello, conosciuto sul web come DevGeek. Appassionato dall'informatica fin dai 3 anni, dove metteva per la prima volta le mani su un computer. Ora scrive articoli per il suo blog di tecnologia, per Linux HUB e per FreeNIX Scurity Labs, una startup che si occupa di sicurezza informatica e pen-testing. Sul suo blog porta qualsiasi argomento tech, da telefonia e informatica di base ad argomenti di nicchia come la programmazione e il mondo GNU/Linux. E' ideatore e sviluppatore del progetto Me&Diabetes, che consiste nella creazione di un'app utile all'ottimale gestione del diabete mellito di tipo 1, uno scomodo compagno di vita che porta con se dall'età di 10 anni.