🔧 #howto – Utilizzo del comando ‘lsblk’

In questo articolo

  1. Sintassi
  2. Utilizzo del comando
  3. Struttura output
  4. Visualizzazione in byte
  5. Proprietari, gruppi e permessi
  6. Filtrare per colonna

Il comando in questione “lsblk” é di fatto uno strumento molto utile nella consultazione dei blocchi dispositivo.

Per blocchi dispositivo s’intende file speciali di sistema che identificano o referenziano un dispositivo su Linux, che puó essere un hard disk come una pennetta USB.

L’utilizzo di questo strumento torna molto utile nelle situazioni di partizionamento e gestione dei dispositivi (come il montaggio, la rimozione e la creazione di RAID/LVM e sistemi simili).

Sintassi

Il comando é composto dalla seguente sintassi:

lsblk [opzioni] [blocco]

Interpretando la struttura abbiamo due valori opzionali:

  • un insieme di flag [opzioni] per appunto opzioni e filtri
  • la direttiva [blocco] che specifica su quale blocco andremo a lavorare

Utilizzo del comando

Questo strumento é come molti altri, disponibile senza particolari opzioni, basterá infatti digitare:

lsblk

per sfogliare l’output con tutti i blocchi di sistema, come l’output seguente:

lsblk su ChromeOS

Nel mio screenshot viene visualizzata la modalitá ad albero che non é abilitata di defualt in tutte le distribuzioni Linux, per mostrare l’output in questo variante possiamo usare la flag -i:

lsblk -i

Struttura output

La struttura é facilmente intuibile, abbiamo:

  • la colonna [NOME] che identifica il nome del blocco (non del dispositivo) che di norma é composto da caratteri o caratteri e numeri
  • la colonna [MAJ:MIN] che corrispondono al numero maggiore e minore di dispositivi
  • la colonna [RM] che identifica se un dispositivo é removibile o meno (1 se True, 0 se False)
  • la colonna [SIZE] con ovviamente la capacitá supportata dal dispositivo
  • la colonna [TYPE] ossia la tipologia di dispositivo (disco, partizione)
  • e [MOUNTPOINT] ovvero la path in cui il dispositivo é stato montato (se non presente, il dispositivo non é montato)

Visualizzazione in byte

Di base lsblk mostra un output con dimensioni facilitate (1MB, 1GB, ..) ma é possibile forzarlo per mostrare le dimensioni in byte, tramite la flag -b:

lsblk -b

Proprietari, gruppi e permessi

Nel caso fosse necessario identificare quale proprietario, gruppi e permessi ha un dispositivo, possiamo sfruttare la flag -m:

lsblk -m
lsblk -m su ChromeOS

in questo modo avremo 3 nuove colonne:

  • [OWNER] ossia il proprietario del dispositivo
  • [GROUP] il gruppo di cui fa parte
  • [MODE] ossia i permessi con cui é stato montato il dispositivo, in questo caso lettura/scrittura

Filtrare per colonna

Soprattutto su sistemi con molte partizioni, torna utile poter filtrare per colonne l’output, evitando di perdere tempo con dati confusionari, per fare ció usiamo la flag -o:

lsblk -o NAME,RM

nel nostro caso l’output sará con le sole colonne NAME e RM.

In questo articolo ho citato LVM, leggi di piú e scopri Cos’è e come estendere il volume LVM.

Per dubbi e chiarimenti, utilizzate il box dei commenti qui sotto.

Good *nix _Mirko


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