☕ #pausacaffè – Suite per ufficio Open Source. Le bionde o le more?

In questo articolo

  1. Un po' di storia
  2. Per i più giovani fra i lettori ma anche per tutti coloro che hanno dimenticato...
  3. Diversi schemi
  4. Seppur tutte volte alla stessa causa, nascono su schemi differenti e funzionalità uniche.
  5. Conclusioni

Parlando di suite da ufficio, il mondo Open Source come sempre offre valide proposte. Guardiamole insieme, perlomeno per quanto riguarda i tre software più  utilizzati: scrittura, fogli di calcolo e presentazioni.

Un po’ di storia

Per i più giovani fra i lettori ma anche per tutti coloro che hanno dimenticato…

Sin nel 1999 acquista Star Division (no, non stiamo parlando dei laboratori Star fondati da Herrison Wells di Flash) ma di una software house tedesca famosa per la produzione di software Open Source, principalmente StartOffice, all’epoca valida suite alternativa a MsOffice. Nel 2000 (anno storico per il movimento FOSS) Sun rilascia il codice sorgente di StarOffice, dando vita a OpenOffice.org, il che permise a Sun di accedere a uno sviluppo rapido con dei costi più contenuti. Il 1° Maggio 2002, OpenOffice vede la luce con la prima release stabile.

Successivamente Sun viene acquisita da Oracle che, di conseguenza, porta con se lo sviluppo di OpenOffice.org, denominandolo Oracle OpenOffice. Da qui alcuni sviluppatori preoccupati che Oracle potesse sospendere lo sviluppo di OpenOffice.org o porre fine alla natura Open Source del progetto stesso (come era già successo con altri progetti di Sun), il 28 settembre 2010 hanno dato vita a un nuovo gruppo chiamato The Document Foundation e reso disponibile un fork di OpenOffice.org cui fu dato il nome di LibreOffice e basato sulla versione 3.3, preservando l’integrità del progetto, ideali compresi.

Nell’Aprile 2011, Oracle cede il progetto, ed il marchio alla fondazione Apache e OpenOffice.org viene inserito nell’incubatore dei progetti Apache, acquisendo il nome di Apache OpenOffice, usato come nome ufficiale dalla versione 3.4 in poi. Il progetto venne supportato principalmente da IBM che vi conferì gratuitamente il codice della sua suite Lotus Symphony, portando nuova luce nel progetto.

OpenOffice su MacOS
OpenOffice su MacOS

Nel frattempo sia intorno al mondo KDE che GNOME si sviluppano due alternative valide, rispettivamente: Calligra (ex,KOffice) e GNOME Office Suite.
Seppur molto differenti, entrambe sposano lo stesso ideale: una suite d’ufficio ad hoc per l’ambiente Desktop infatti: dove Calligra viene scritto interamente sulle librerie QT, GNOME Office Suite sfrutta le librerie GTK, grazie a questo concetto, le suite si mostrano perfettamente integrate con l’intero ecosistema.

Diversi schemi

Seppur tutte volte alla stessa causa, nascono su schemi differenti e funzionalità uniche.

Apache OpenOffice nasce e viene sviluppato cercando di integrare le soluzioni quando stabili e ben testate, in particolare credo sia obbligo notare che permette l’esportazione in pdf dei documenti, l’utilizzo dei formati ODT e in particolare l’apertura e il salvataggio dei formati MsOffice, con una quasi completa compatibilità fino al 2003, mentre si potrebbero avere errori di lettura con i formati più recenti. Nota dolente è la difficoltà per l’aggiunta dei fonts e delle macro di MsOffice
Inoltre voglio far notare la fondamentale situazione per cui la maggior parte degli enti e la PA italiana utilizzino questa suite (vi consiglio sempre di accertarvi di quale suite utilizzi l’ente o l’ufficio con cui avete rapporti), cosi come le scuole. Questo può essere importante nella scelta.
In secondo luogo credo sia importante notare che ad oggi è forse la suite più conosciuta in ambito Windows dopo MsOffice.

Calligra KDE
Calligra KDE

Calligra Suite, è la suite predefinita di KDE. Sebbene l’implementazione grafica nel DE nativo sia perfetta, cosi come l’interfaccia grafica si presenta semplice, immediata ma sopratutto curata. La suite ha delle lacune importanti.. Partendo dal problema di visualizzazione di formati proprietari ma anche (e questa la reputo una grave mancanza ingiustificata) del formato ODT (OpenDocument Text).
L’esportazione in formato PDF spesso è imprecisa (in particolare quando si tratta dei fogli di calcolo).
Vorrei inoltre soffermarmi sui parecchi bug e funzionalità mancanti presenti nei fogli di calcolo.
Il progetto di per di sé è ottimo, ma ha ancora tanta, troppa strada da fare per essere utilizzato per produzione professionale.

GNOME Suite - Gnumeric
GNOME Office Suite – Gnumeric

GNOME Office Suite, ovvero Abiword + Gnumeric + Ease (presentazioni). I programmi in questione sono particolarmente famosi per essere leggeri (ideali per i sistemi che girano su macchine non recenti), una colonna portante per l’ Open Source stesso ma anche per essere utilizzati di default su la maggior parte delle distro che montano Xfce/MATE.
A livello tecnico a questa suite mancano davvero poche funzionalità e correzioni per poter essere portata all’altezza di Open/Libreoffice.
Abiword in particolare dovrebbe migliorare il supporto ai formati MsOffice. Mentre Gnumeric è il software più apprezzato per l’analisi statistica anche nel mondo Windows e potrebbe diventare, se ben supportato, il miglior foglio di calcolo in circolazione.
Ease invece è appena in versione 0.1 e sinceramente non lo trovo ne comparabile ne criticabile fino ad almeno  una versione stabile.

LibreOffice su MacOS
LibreOffice su MacOS

LibreOffice, non servono presentazioni, la suite preinstallata per default su quasi tutte le nostre distribuzioni GNU/Linux e, spessissimo, installata su PC Windows in ambienti scolastici e aziendali.
Nelle caratteristiche principali non differisce di molto da OpenOffice di cui di fatto è un fork. La differenza principe è la sua licenza, la MPL o Mozilla Pubblic Licence che di fatto le dà la possibilità di introdurre migliorie, funzionalità e bugfix di OpenOffice, mentre OpenOffice licenziato con la Apache Licence non può introdurre quelle create da LibreOffice. Questo ha generato uno sviluppo più veloce e più rapido e nel tempo ha demarcato varie differenze per la suite di The Open Document. Su tutte la possibilità di aggiungere fonts di terze parti e macro.
Al momento si divide in due rami distinti:
– Il ramo still, stabile e testato, dovrebbe essere indicato in ambito produttivo e adatto a tutti gli user della suite.
– Il ramo fresh, super aggiornato e con sempre nuove funzionalità è indicato per utenti esperti (sviluppatori e beta-tester) o per chi non si preoccupa di qualche bug o riavvio improvviso nell’utilizzo quotidiano.
La funzionalità più controversa introdotta è l’aggiornamento automatico, non amata in ambiente linuxiano dove si preferisce aggiornare manualmente e quando/cosa si ritiene necessario, ancor meno in ambiente di lavoro dove avere un software che si aggiorna da solo non sempre è utile.

Spice-Up per elementary OS.
Spice-Up per elementary OS.

Altre valide alternative sono i sistemi cloud come Google Drive (ok non di certo Open Source, ma altrettanto valido) e le applicazioni sviluppate singolarmente come Spice-Up, software di presentazioni per elementary OS. Mentre sarebbe davvero importante se l’azienda Kingsoft decidesse di rilasciare con licenza libera (magari apache o CDDL se non proprio GPL) la sua suite WPS: forse la più completa e funzionale fra le alternative, ad oggi purtroppo closed source.

Conclusioni

Come accennato prima vi sono svariati motivi per cui usare una suite piuttosto che un’altra, tutti sono egualmente validi e come sempre nel mondo Open Source le nostre esigenze, abitudini e gusti, ci guidano verso una scelta consapevole se preceduta da adeguata documentazione.

Dopotutto una suite d’ufficio dev’essere stabile come un albero, ma comoda come un  mocassino.

Revisione di Giuliano Zamboni, Leonardo Occhiuzzi & Mirko Brombin

Indice distribuzioni | https://linuxhub.it/👑-distribuzioni-piu-votate/

chat Discuti questo articolo con
help /gentedilinux